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Cosa impariamo da una profezia pronunciata in punto di morte (Parte 2)La Torre di Guardia (per lo studio) 2025 | Giugno
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GIUSEPPE
14. Come si avverò la benedizione pronunciata riguardo a Giuseppe? (Genesi 49:22, 26; vedi anche il riquadro).
14 Leggi Genesi 49:22, 26. Giacobbe sarà stato molto orgoglioso di Giuseppe, che era stato “scelto tra i suoi fratelli”. Giacobbe lo definì “il ramo di un albero fruttuoso”. Giacobbe stesso era l’albero, e Giuseppe era un ramo. Giuseppe era il primo figlio di Rachele, la moglie tanto amata di Giacobbe. Giacobbe indicò che Giuseppe avrebbe ricevuto la doppia porzione di eredità che Ruben, primogenito di Giacobbe avuto da Lea, aveva perso (Gen. 48:5, 6; 1 Cron. 5:1, 2). In adempimento di quella profezia, i discendenti dei figli di Giuseppe, Efraim e Manasse, diventarono due tribù che ricevettero ognuna una parte di territorio (Gen. 49:25; Gios. 14:4).
15. Come reagì Giuseppe alle ingiustizie?
15 In riferimento a Giuseppe, Giacobbe disse anche: “Gli arcieri lo hanno [...] colpito, nutrendo ostilità nei suoi confronti” (Gen. 49:23). Queste parole si riferivano ai fratelli di Giuseppe, un tempo invidiosi, che lo avevano trattato ingiustamente causandogli molta sofferenza. Giuseppe però non nutrì rancore nei confronti dei suoi fratelli, né incolpò Geova di quello che gli era successo. Riguardo a Giuseppe, Giacobbe disse: “Il suo arco è rimasto al suo posto, e le sue mani sono rimaste forti e operose” (Gen. 49:24). Nelle prove Giuseppe confidò in Geova, e oltre a perdonare i suoi fratelli li trattò in modo benigno (Gen. 47:11, 12). Giuseppe lasciò che le prove lo raffinassero (Sal. 105:17-19). Di conseguenza Geova poté usarlo in modo potente.
16. Come possiamo imitare Giuseppe quando affrontiamo delle prove?
16 Cosa impariamo? Non lasciamo mai che le prove ci allontanino da Geova o dai nostri compagni di fede. Ricordiamo che Geova potrebbe permettere che ci si presentino prove di fede per rendere più completo il nostro addestramento (Ebr. 12:7, nt.). Questo addestramento può aiutarci a coltivare e a raffinare qualità cristiane come la misericordia e la prontezza a perdonare (Ebr. 12:11). Geova ci ricompenserà per la nostra perseveranza, proprio come fece con Giuseppe.
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